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Storia

Uscio, il cui nome si fa risalire al latino "Augustinum" con cui le milizie romane imperiali chiamarono la stazione posta al cavalcavia della strada che dal Mare di Recco saliva attraverso i monti fino a Piacenza. Una delle tante "vie del sale" che testimoniano l'importanza che l'Appennino ha rivestito nell'economia delle genti liguri, padane ed europee.

L'antica via saliva dal centro del paese verso la Colonia Arnaldi, sino al Passo della Spinarola, da lì dopo aver attraversato un ponticello, imbocca un sentiero a mezza costa, e qui il mare è con noi: brilla di mille sfacettature seguendo l'andare capriccioso della costa ligure, pini contorti, querce secolari, grandi felci e castagneti circondano il sentiero che pur qua e là franato mostra ancora i segni dell'antica maestria.
La via del sale veniva utilizzata sia per comunicazioni commerciali che militari, ne deirivò sicuramente all'epoca una certa importanza strategica.

Anche la pieve Romanica risalente all'anno mille, ebbe nei secoli passati notevole importanza storica. Essa venne assegnata nel secolo VI ai Vescovi di Milano, profughi a Genova sotto l'incalzare degli invasori longobardi. Dall'epoca deriva il culto tutto milanese del Santo patrono a cui è dedicata: S. Ambrogio. Successivamente la pieve divenne dominio della Repubblica di Genova.


 

 
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